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I protagonisti di Cernusco Jazz

vis -à-vis con...
NATALIO MANGALAVITE - Compositore, pianista, cantante

Giovedì 6 Maggio, alle ore 21.00, le porte della Casa delle Arti di Cernusco sul Naviglio si apriranno per la prima serata dell’edizione 2016 del Cernusco Jazz.

Sul palco il duo Monica Demuru (voce) & Natalio Mangalavite (pianoforte e voce) con il loro progetto “ALI AI PIEDI”, presentato per la prima volta al Time in Jazz di Paolo Fresu ed ora proposto al pubblico milanese dal palco del Cernusco Jazz.

Andrea Pistorio, conduttore di "Talkin’ All That Jazz" su "Radio Statale – Università di Milano”, e Barbara Caliari hanno incontrato e intervistato per noi Natalio Mangalavite all’Unicredit Pavillion, dove il 15 marzo si è esibito in trio con Peppe Servillo e Javier Girotto

Di seguito un estratto dell'intervista, che sarà pubblicata nel magazine Speciale Cernusco Jazz, in distribuzione ad inizio aprile.

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Natalio Mangalavite, musicista argentino e cittadino del mondo. Dagli anni ’80 viaggi tra America ed Europa, da Rio de Janeiro a Madrid a Barcellona, per poi approdare Roma, dove vivi ancora oggi.

Ho fatto il pianista e l’arrangiatore per tanti anni, ho collaborato per tanto tempo con Ornella Vanoni e quando ho iniziato a suonare con lei era un lusso in Italia, era un altro mondo! Ora faccio la mia musica, direi da 15 anni circa, e ogni tanto penso che se avessi iniziato prima forse sarebbe stato meglio.

A Cernusco Jazz con Monica Demuru presenterete "Ali ai piedi", commissionato da Paolo Fresu per il Time in Jazz: come vi siete conosciuti, tu e Monica?

Ho incontrato Monica Demuru in occasione del primo disco che abbiamo registrato con il Trio Mangalavite / Girotto / Servillo. Lei ha cantato “Regina” con Peppe: lì ho capito che si trattava di una cantante di una levatura, di uno spessore diverso.

Secondo me è una della cantanti migliori che abbiamo in Europa, ed è anche un’eccellente attrice. Stare con lei è sempre un’esperienza straordinaria, e ogni volta che saliamo sul palco succede qualcosa e questo credo che la gente lo senta.

Il nostro Cernusco Jazz è un giovane e piccolo festival: che valore pensi abbiano i piccoli festival?

Io intanto non direi “piccoli” festival, perché i festival sono tutti immensi specialmente oggi, perché chi organizza festival così è un eroe!

Si faranno sempre di più piccoli festival, è una realtà meravigliosa creata e che vive grazie agli appassionati veri. Io sono molto grato a queste persone: tante volte la nostra musica ha bisogno di un pubblico che si trova proprio in queste piccole rassegne.